| All'On.
Presidente della Regione Siciliana On. Salvatore Cuffaro _______SEDE________ |
Gentile Presidente,
La incombente e ingombrante presenza dell’assessore Bartolo Pellegrino all’interno della compagine di governo regionale, pone a Lei e all’Istituzione che Ella rappresenta, un grave problema politico e istituzionale, la cui soluzione non può più essere rinviata oltre nel tempo.
Le affermazioni, i comportamenti e le frequentazioni di Pellegrino rilevate in sede investigativa e giudiziaria, suscitano interrogativi inquietanti a cui la magistratura saprà certamente dare una esauriente risposta. Ma, prim’ancora che dei risultati di un accertamento giudiziario, è di una pesante responsabilità politica quella di cui il Presidente della Regione avrebbe già da tempo dovuto farsi carico.
La scelta di non scegliere e di confermare fiducia al proprio assessore, è un azzardo che – in questo caso specifico – può nascere solo da un atto di miopia politica del Presidente della Regione o, in alternativa, dalla sua impossibilità di rinunciare a un pezzo importante del proprio apparato di consenso, quale che sia il costo da dover pagare. In entrambi i casi, l’esempio che Lei sta’ offrendo all’opinione pubblica di questa regione e dell’intero Paese, svilisce e contraddice i tanti proclami sulla "questione morale" cui a parole Ella dice di ispirare la Sua attività di governo.
Peraltro, il singolare provvedimento di autosospensione assunto in prima persona dallo stesso Pellegrino, che non modifica il gabinetto assessoriale e che – sostanzialmente – non intacca la struttura operativa della sua segreteria politica, richiama Lei e il suo Governo ad una responsabilità ancor maggiore sul piano etico-politico e su quello delle garanzie istituzionali e di governo della cosa pubblica.
Stupisce come Ella continui a non rendersene conto; così, come – del resto – non se ne rende conto neanche il sindaco di Palermo Cammarata, rimasto assolutamente inerte al cospetto di altra spinosa vicenda legata all’assessore Miceli – anch’egli prudentemente "autosospesosi", ma di fatto mai dimissionato – che avrebbe richiesto ben altro rigoroso e autorevole intervento, magari anche su sollecitazione dell’assessore alla legalità che della specchiata trasparenza di quella Giunta municipale ha accettato di farsi personalmente carico.
Rifletta, Presidente Cuffaro. Il rispetto per l’alta carica che Ella detiene e l’osservanza di quegli elementari principi di etica politica che la sua antica militanza in un partito dalle tradizioni cattoliche dovrebbero quotidianamente ispirarLa, non possono che suggerirLe di ritirare urgentemente la delega all’assessore Pellegrino, avocando le sue competenze, senza – per questo – voler anticipare valutazioni e giudizi che spetteranno – nei prossimi giorni – ad altri poteri dello Stato.
Questo solo – e non altro – potrà essere un segnale importante nella direzione di un rinnovato impegno delle istituzioni regionali sulla strada della riforma della politica e del rifiuto dello scellerato connubio con poteri criminali e mafiosi di vario genere e tipo.
Palermo, 15 gennaio 2003
On. Giovanni Ferro*
*Deputato all'ARS d "Primavera Siciliana"
Presidente del Gruppo parlamentare "Sicilia 2010"