«Il viceministro Micciché dovrebbe frenare la lingua o fare i nomi di chi "utilizzava i finanziamenti pubblici per arricchirsi personalmente". Altrimenti è meglio stia zitto».

E´ questo il durissimo commento dell´on. Giovanni Ferro, alle dichiarazioni rilasciate dall´on. Gianfranco Micciché per giustificare il gravissimo disavanzo in cui versano le casse della Regione Siciliana.

Micciché, in un incontro alla Camera di Commercio di Palermo, riferendosi alle esperienze di governo guidate da amministrazioni progressiste e di centrosinistra, aveva dichiarato: «Hanno combinato disastri ... C´è una voragine dei conti ... Per chi utilizzava finanziamenti pubblici per arricchirsi personalmente, la festa è finita».

Spiega Ferro: «Il deficit del Teatro Massimo è stato determinato dal drastico taglio dei fondi deciso con singolare contestualità dal Governo nazionale, dalla Regione e dal Comune. Fino ad allora, la sana e oculata gestione di quell´Ente aveva contribuito al rilancio delle sue attività e alla raccolta di consensi e di successi internazionali.»

Aggiunge Ferro: «Da notizie di stampa, apprendo invece che la moglie del viceministro avrebbe impegni di consulenza retribuita presso il Comune di Partinico: e siccome la moglie di Cesare dev´essere al di sopra di ogni sospetto rispetto ad ogni e qualsivoglia ipotesi di nepotismo nell´erogazione di pubblico denaro, per quale ragione con Micciché non vogliamo approfondire questo interessante e curioso dettaglio di vita familiare?"