Un’associazione di partito che riceve cento mila
euro per assicurare la “vigilanza e compiti di protezione civile”
nei mercatini rionali di Palermo. Un servizio inutile e un regalo di
Natale, datato 30 dicembre 2003, che la giunta presieduta da Cammarata,
su proposta dell’assessore Giovanni Avanti, ha voluto fare ai
suoi “protetti”, che in gergo azzurro può significare
“addetti alla protezione civile”.
Già, perché l’associazione azzurra di protezione
civile (del “Movimento sport azzurro Italia”) cui il Comune
ha voluto dare fiducia e denaro pubblico, può essere considerata
una filiale di Forza Italia. Una sorta di “protettorato civile”
dove ai vertici siedono, tra gli altri, il ministro Claudio Scajola,
il vice ministro e coordinatore in Sicilia di FI Gianfranco Miccichè,
il senatore Antonio D’Alì e l’assessore regionale
Francesco Cascio.
Un’associazione di volontariato che “movimenterà”
sedici addetti per sei mesi ricompensandoli con un “gettone”
di oltre 800 euro mensili. Praticamente uno stipendio, in barba ad ogni
minimo principio di trasparenza e legalità. Perché non
chiamare il rimborso spese col suo nome, cioè stipendio? Perché
non affidare il servizio di vigilanza dopo una regolare gara di appalto?
Ancora una volta è prevalsa la logica del conflitto d’interesse,
dove chi gestisce la cosa pubblica non ha scrupoli a costituirsi in
“comitato d’affari” e non ha vergogna di autodestinarsi
il denaro scavalcando qualunque altro possibile operatore.
Questi sì che sono compiti di protezione, anche se non riusciamo
a cogliere nessuna forma di civiltà in questi gesti.
Primavera Siciliana e i suoi consiglieri Emilio Arcuri e Maurizio Caruso
chiedono la revoca immediata del provvedimento, che ritengono inutile
e dispendioso nella sostanza e scorretto nelle modalità d’assegnazione.
Palermo, 6 gennaio 2004
Emilio Arcuri, Maurizio Caruso