COMUNICATO STAMPA

Teatro Massimo: va in scena “La mala gestione”
(fra consulenti epurati e pluridecorati)


Mentre il Teatro Massimo vive forse il momento più drammatico della sua storia recente, con tensioni gravemente esacerbate dalla nomina di Carriglio al vertice della Fondazione e dai suoi atteggiamenti sprezzanti delle regole e autoritari, il nuovo Sovrintendente non trova di meglio che propagandare una squallida operazione di epurazione di alcuni professionisti che negli anni hanno assicurato al Teatro con serietà e competenza il proprio lavoro per una operazione di taglio delle spese volto al riassetto dei conti del Teatro.
Mentre Carriglio conferma consulenze di dubbia utilità fortemente volute dal vice presidente Gaetano Armao nei mesi passati che costano al Teatro centinaia di migliaia di euro l’anno e che il gruppo consiliare di Primavera Siciliana ha già dal mese di agosto denunciato, decide di non confermare, tra gli altri, il contratto di collaborazione a Mario Pintagro, rinnovando quello ben più oneroso di Giancarlo Drago che allo stesso tempo mantiene il doppio incarico di redattore capo del Giornale di Sicilia. Si tagliano così i contratti da poche migliaia di euro di professionisti che dedicano tutto il proprio tempo alla Fondazione e si mantengono quelli assai costosi di chi, non avendo alcuna competenza nel campo specifico delle attività della Fondazione, si dedica ad essa part time.
Questo atteggiamento scandaloso merita alcune considerazioni. Intanto si tratta del taglio di alcune consulenze che rappresentano cifre marginali rispetto al totale del budget impegnato per i rapporti di consulenza. In secondo luogo sarebbe il caso che i giornalisti dipendenti dalle testate locali non fossero coinvolti in doppi, o addirittura tripli, incarichi presso enti e istituzioni come il Comune e le sue aziende controllate o il Teatro Massimo, che possono mettere in discussione la libertà di informazione e (se necessario) di critica da parte di testate che si professano (e dovrebbero essere) indipendenti.


Palermo, 6 gennaio 2004


Emilio Arcuri Maurizio Caruso